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Marzo 2007

Inviato da dharmalibero | 4 Marzo, 2007

 

29. Marzo 2007

Fisicità in mutazione:

Oggi tutto cambia, perché il tutto ha necessità di adeguarsi al domani. Ogni passaggio di coscienza ha densità ed energie differenti. Ogni livello di coscienza trasmuta, cambia di dimensione nel momento in cui l’evoluzione ha raggiunto la massa critica, il volere minimo per il quale qualcosa decide di mutare e di cambiare.

Il cambio fisico avviene principalmente quando una materia fisica tende a stagnare per un lungo periodo nella stessa posizione, nella stessa situazione di partenza, nella stessa collocazione in cui esso è tenuto a vivere.

Il fisico ha deciso di cambiare. La materia cambia in modo naturale ed intelligente secondo i principi dell’anima, che sanno dove e come agire, perché appunto questi sono Universali e hanno ragione d’Animarsi.

Mi soffermo sull’uomo, sull’essere umano…

L’uomo ha aspetti specifici nella forma e nella struttura cristallina d’appartenenza, esso è in cambiamento profondo e spontaneo per naturale adeguamento ad un ecosistema in mutazione.

Vi siete mai chiesti cosa accade quando siamo in pace, quando siamo felici, quando abbiamo un forte collegamento col nostro vero essere? (vedi: Massaggi, Yoga, Reiki, Natura ecc.)

Il nostro viso si distende e si rilassa, il corpo diventa più morbido…vediamola così!

Esso prende una struttura più morbida e meno rigida, meno statica…perché?

Il fatto è inconscio ma genetico, esso è la risoluzione all’adeguamento del grande Uno, del grande equilibrio cosmico che trova modo di ristabilire e adeguare i livelli di coscienza secondo i principi dell’Anima.

Avere un corpo “rilassato”, “tenero” ed “elastico”, significa un po’ per volta riuscire a adeguarsi al cambio dimensionale che è già in atto, per far albergare maggior Luce nel proprio veicolo. Significa poter assorbire vibrazioni più alte per uscire dallo schema duale del sentirsi “bene” e del sentirsi “male”.

L’uomo quindi può irradiare da sé la luce.

Ritenete questo concetto impossibile? È un fatto di scelta…essere persone spente (grigie) o solari (Luce).

17. Marzo 2007

Il domani:

Dopo una riflessione si arriva sempre ad un dunque…si può arrivare alla logica, alla matematica, e racchiudere in un riassunto, il passaggio che avviene nel tempo nell’era d’oggi a quella di domani.

L’era di ieri, del passato, si sta adeguando all’oggi comportando una serie di cambiamenti naturali che preparano il tutto ad un adeguato compimento del domani.

Sintetizzando, una persona svolge determinate azioni e ragionamenti all’età di 40 anni per essere preparato al nuovo, il 41simo. Questo stato di cose è un fatto di coscienza, di logica, matematico, psichico ed infine elettro-magnetico (Forza interiore).

La forza interiore della terra costantemente dal centro di essa emana in uguale misura la sua capacità magnetica intelligente, oltrepassando ogni cerchio interiore influenzando man mano quello più esterno…l’Universo stesso.

Questo movimento interno, influenza ogni essere e realtà, perché avviene in modo naturale e non forzato, con un distacco emotivo privo di potere.

La forza elettro-magnetica è una frequenza che tende a “liberare”.

Essendo una forza neutrale tende a liberare il superfluo, il non necessario al compimento del Nuovo Domani.

La forza elettro-magnetica libera il superfluo, l’eccesso in qualsiasi ambito terreno e non terreno. Automaticamente questa coscienza/forza interiore, superiore all’uomo stesso, livella ed equilibra la dualità concreta…rendendo ogni cosa pareggiata nello stesso piano di coscienza, dove il sé ha ragione di vivere.

14. Marzo 2007

Stabilità:

Instabilità compiuta, come l’essere che ricerca l’appagamento e la certezza nella vita materiale, ovvero nella dimensione materiale.

Rendersi parte del tutto e sentirsi parte del tutto, anche se quest’ultimo concetto dovrebbe possedere il distacco emotivo e conscio…in teoria è possibile, ma concretamente oggi impossibile!

Concretamente no, per il semplice fatto che chi ricorda la propria nascita e rinascita appartiene al regno primordiale, a quella fonte dove il ricordo permane nell’essenza della propria esperienza del qui ed ora, dove il tutto che dovrebbe essere…in realtà ancora non è.

Ma quando certe “cose” infrangono il libero arbitrio e la libertà viscerale, più intima della vita stessa…un “black out” giunge, la confusione della mente contro sè stessi.

L’attaccamento predomina il distacco, nel pensiero e nell’azione.

13. Marzo 2007

Separazione ed Unione:

Arrivare a destinazione per non essere sorpresi dal caso, per cogliere quello che inevitabilmente comprende il senso di interpolazione tra coscienza esterna e coscienza introspettiva.

L’introspezione avviene mediante l’elaborazione della coscienza valorizzata, ripresa dalla forza del essere interiore che è solare e polare. Coloro che vogliono porsi al di là del conosciuto e dell’oltre apparente, creano e fanno scaturire nel collettivo il cambiamento: la riflessione collettiva interiore.

Interiorizzare ciò che pensa il collettivo, permette al singolo oltre a rallegrare lo stato d’essere della vita stessa come principio ed essenza, di creare quello che viene definito oggi come Nuovo Mondo o Nuova Era d’Oro.

Avviene precisamente tutto per il meglio, perché il principio creativo, intimo e neutro si pone al di sopra della coscienza passata (obsoleta nella sua dualità) proiettando nel tempo futuro la coscienza collettiva di adesso.

L’adesso sarà vittorioso, sarà giusto perché dall’oltre proviene il futuro e riportandolo all’adesso, ci ricorderemo del passato, di quel passato che ci ha reso parte concreta di questo Nuovo Mondo.

Il passato si scinde dal presente, il futuro si scinde dall’adesso, dividendo ogni cosa per rendere il tutto solo ed unico.

Questo passaggio della coscienza universale ci renderà talmente divisi nel profondo anche da noi stessi, da riportarci forzatamente e velocemente verso la collaborazione ed infine all’unità.

12. Marzo 2007

Realizzare la multi-dimensione:

Realizzarsi spiritualmente significa essere centrati nelle frequenze del cuore, nelle energie che da dentro si espandono verso l’esistenza esteriore, quella che ci avvolge nel collettivo.

In questo senso il realizzato diviene parte del tutto, del mondo, parte di una grande ed unica fratellanza multi-dimensionale.

Specifico fratellanza multidimensionale perché ogni dimensione, o stadio di coscienza ha ragione di esistere con le sue virtù e le sue caratteristiche.

Realizzare la Coscienza Universale, vuol dire realizzare il cromatismo dell’essere, l’arcobaleno dell’essere con le sue sfumature e con i suoi piani di coscienza…ogni colore, ogni dimensione.

Questa realizzazione può essere paragonata ad un insieme condominiale, in cui chi vive al piano terra, rispetta e considera chi vive in quelli più alti, e viceversa “ovviamente”. Ogni dimensione o piano ha le sue virtù ma anche le sue problematiche:

Per esempio chi vive al primo piano non ha il problema di usare l’ascensore, chi vive agli ultimi invece potrebbe rimanere intrappolato all’interno. Chi vive al primo piano non vede il panorama all’esterno e l’orizzonte, chi invece sta negli ultimi, gode di una vista migliore…

05. Marzo 2007

La forza del pensiero:

Il pensiero ha mondi che se posseduti realizzano la nostra coscienza, direttamente o indirettamente a seconda della nostra necessità e del nostro grado di libertà. Il pensiero può essere personale e impersonale, o personale-impersonale.

Ogni cosa ha vita, ogni cosa ha vita perché esiste, perché tende a moltiplicarsi, perché tende poi ad unirsi, a riconciliarsi con la propria vera coscienza.

La mente personale circola nell’individualità, realizzando la singola coscienza nell’esistenza, mediante il tutto che vaga intorno ad essa, ma la mente esterna, la coscienza collettiva esterna si realizza indirettamente influenzando naturalmente la mente dei singoli.

Dove può essere collocato il senso di libertà?

Esistono anime che si realizzano nel collettivo e altre invece nell’individuale. Ma questo stato di cose non incide nel senso intimo di libertà.

La lucidità mentale si può raggiungere mediante una profonda trasformazione del proprio essere. Questa possibile scossa interiore fa che la coscienza impersonale viva, non influenzi la coscienza personale viva del singolo.

L’emisfero destro del nostro cervello rappresenta il regno dei pensieri individuali, quello sinistro del collettivo e questi due regni vagano suddivisi nella coscienza del tutto.

I pensieri collettivi si ripetono e hanno senso di esistere così come quelli personali.

Lo stato d’essere di nulla rappresenta lo stadio di libertà, ne destra ne sinistra, ma stadio di nulla o di tutto, in cui può avvenire la propria individuale trasformazione personale-impersonale neutrale. Il regno dei pensieri è condivisibile, influenzabile e realizzabile ed infine anche neutrale.

Realizzando lo stadio neutrale l’essere che si pone nel mezzo, al centro di tutto, non elimina e non può eliminare ciò che vive (Pensieri), ma può consapevolmente emettere personalmente dall’interno verso l’esterno quello che risulta adeguato per una migliore realizzazione del singolo e del collettivo.

03. Marzo 2007

Dio c’è:

Come considerare qualcosa che è in costante movimento, qualcosa che in ogni attimo prende moltitudini forme d’espressione. Ciò che cambia e ciò che è soggetto alla legge di causa ed effetto muta naturalmente.

La prova scientifica che si può dare ad un oggetto materiale in movimento è possibile, considerando ovviamente la dimensione materiale, ovvero quella densa e specifica nel peso e nella struttura molecolare.

I mezzi che sono poi quelli della realtà materiale che includono in sé il materiale appunto, non possono comunque soddisfare l’esattezza e la precisione di ciò che possiede vibrazione, frequenza differente dalla realtà che ci appare ad occhi fisici, che intendono quest’ultimi la realizzazione di un punto di vista materiale.

Tutto quello che un uomo può percepire nella realtà materiale è il forse, il possibile, ma non l’esattezza assoluta poiché tutto ruota intorno all’uomo, e il tutto intorno a Dio.

Comprendere la possibilità di porsi in una dimensione differente dal peso materiale, ovvero dal peso dei corpi pesanti dell’anima, porta qualunque soggetto ad assimilare la certezza di quello che vede, l’anima espressa nella moltitudine d’espressione vivente, mediante il sogno, mediante la necessità stessa di porsi al di là della pesantezza materiale.

Per quanto una macchina umana o fisica possa essere certa dell’esattezza di una espressione manifesta in pesantezza, risulta la pesantezza anch’essa soggetta al cambiamento.

Cercare esattezza vuol dire perdere in partenza il tempo, poiché ciò che il Sublime vuole, nella trascendenza non è la certezza in sé, ma il movimento o il salto di coscienza tra piani di coscienza.

Interagire quindi e dar vita alle cose pesanti e sottili è possibile attraverso il movimento, attraverso l’intezione che può interagire con esse, con le cose appunto materiali e sottili.

Interagire e dar vita a tutto, e al tutto è forse la prova più attendibile che Dio c’è, ma quest’ultima affermazione richiede quella scomoda parola che si riassume con Amore che la scienza non può né darci né spiegarci.

Le macchine si fermano nel tempo, mentre l’uomo interagisce nello spazio e poi nell’infinito, mediante la naturale forza del cuore.

Gennaio 2007

Inviato da dharmalibero | 4 Gennaio, 2007

 

26. Gennaio 2007

Attenersi all’Universale:

Il principio creativo in sé possiede due energie che vanno a braccetto nella manifestazione finale dello stesso. Chi crea, comprende il significato opposto: la non-creazione. Creare incide nella distruzione di determinati schemi, cose finalizzate nella comprensione dell’oltre apparente, e nella concretizzazione dell’impulso stesso.

Come l’uomo possiede una “giusta” dose di femminilità e di mascolinità, la donna ovviamente ha lineamenti oltre a quelli femminili, quelli maschili…Uomo e donna sono e si manifestano unendo due energie e due principi divisi che creano unendosi, un’unica e bellissima e sana manifestazione (in teoria).

La creatività allora, per poter fare ciò che è bello, pacifico ed armonico, si sottomette al principio del flusso di coscienza intelligente in cui chi crea costruisce un pensiero uniforme e non forzato nella realtà dove vive.

Chiunque in un certo modo riassumendo è Shivaista: in bellezza e in non bellezza.

Artisti in genere con potenziale creativo sviluppato, proiettando la propria idea creativa potrebbero auto-distruggersi per non adeguato appagamento, o addirittura distruggere ciò che hanno manifestato poiché il principio creativo può essere deviato dall’individualità egocentrica e sola.

Come annullare la non-creazione? Vivere nel flusso di coscienza universale, riconciliando il vero principio creativo nella sfericità dell’essere.

25. Gennaio 2007

Pollice Verde:

Il servire la grande coscienza cosmica, per colui che si è già posto la domanda esistenziale, diviene più che un compito o obbiettivo, un obbligo. Obbligo perché quando questa grande coscienza si fonde con il nostro vero ed intimo essere interiore, il devoto compie nelle sue vesti la potatura nel giardino sacro ed universale.

Quando la roccia si fonde con gli elementi della terra non è possibile scindere questa riunione perfetta.

La roccia si fonde con la Terra, mentre l’Universo si fonde con l’uomo.

22. Gennaio 2007

Unione sferica:

Quando non si sa più cosa fare, quando ormai l’inevitabile sembra giungere nella via, le gambe tremano e i denti stridono. Molte vibrazioni giungono a noi e provengono da noi, da noi stessi manifestando il piacevole o quello che non vorremmo, il non piacevole.

Quando si trema? Il tremore e la vibrazione in sé è un segnale, in molti casi d’allarme per il proprio corpo e per l’anima.

Si trema perché il cuore trema, perché non esiste una possibile riconciliazione col mondo circostante.

Oltre al tremore in mancanza di riconciliazione, esiste l’estasi e la vibrazione consapevole del cuore, quella in totale connessione con i regni e con le realtà assorbite e comprese dal proprio essere.

Da un impulso negativo subito per smarrimento provvisorio o costante, può cambiare la propria vibrazione nell’energia positiva dell’unione col tutto manifesto…ciò che era, diviene nell’assorbimento dell’inevitabile.

In un certo senso il responsabile, nella responsabilità duale risulta svanire in senso negativo, quantitativamente in meno all’insieme responsabile duale, cioè a quell’insieme vibrante nella non riconciliazione (illusione).

Una persona in più all’interno di un gruppo può fare la differenza, e proprio per questo chi è in grado di riconciliarsi con il proprio passato e con la vera essenza cosmica, non striderà più i denti perché annullandosi trasmuta nel cosmico, connesso alla responsabilità eterna e unita a Dio all’interno di una gerarchia intelligente ed Universale.

17. Gennaio 2007

Il minimo del minimo:

Nell’osservazione di qualsiasi cosa, per esempio si può ricevere una piccola parte di sensazione esterna che arriva al nostro interno, al nostro essere intimo dandoci un impulso positivo o negativo, nel giudizio e nella definizione.

In questo caso se non avessimo alcuna sensazione, alcun segnale “sensoriale” potremmo dire di essere indifferenti, nella percezione e nell’assorbimento della nostra vita.

Per essere più o meno coscienti bisogna possedere un minimo d’impulsi e di sensazioni.

Non avere un minimo di idee, di ideologie, di emozioni, di pensieri, di credenze, di sensazioni vorrebbe dire apatia, staticità dell’essere e non flusso di coscienza, anche se questo minimo non incide di per sé nella obbligatoria presenza dell’essere evoluto, cosciente e non duale. (NECESSITA’)

La soglia che determina il cambiamento e la svolta di una coscienza è la presenza minima latente di un qualcosa di particolare, questo qualcosa può essere definito come dono originale.

Il minimo determina la massima espressione del proprio essere, dono in miniatura che man mano si espande dando vita alla stimolazione di tutti i cromatismi presenti nella propria struttura creatrice (altri doni).

Non potendo e non volendo comprendere il minimo di noi stessi, intuire ed avere una probabile vaga idea del divenire svanisce completamente.

Perché la nostra vita non cambia, perché all’esterno tutto rimane uguale? Tendenzialmente siamo critici nel osservare gli altri, ma il minimo di osservazione per noi stessi nel tempo e nell’intensità del pensiero svanisce comunque verso le fugaci cose esterne della nostra vita che “possediamo”.

In un certo modo basterebbe essere nel minimo del minimo.

Riassumendo l’ego ci rende troppo grandi per essere nel minimo, il minimo che svolgiamo ci sembra il massimo (il massimo che in realtà minimo rappresenta il 10% del fabbisogno giornaliero per il proprio benessere psico-fisico).

Perché abbiamo bisogno di conferme e di appagamento? Risposta massa critica!

14. Gennaio 2007

La sveglia:

Esistono tanti modi per rendersi conto di essere particolari, ovvero particolari come qualcuno che abbia già deciso di essere diverso dal normale stato d’essere di dualità cronica.

Un modo semplice è diretto ma intellettuale è il ricevere attraverso i sensi della mente: l’uno % dell’insegnamento di 100 persone non duali (Maestri). Ciò significa divenire attraverso l’assenza delle prove della vita. Questa è una strada possibile…

Esistono poi oltre alle sveglie “digitali” le sveglie “analogiche”, ovvero quelle che non sono poi così intellettuali ma invece tangibili nella propria vita. Quindi la vita diventa il 100% dell’insegnamento per fondere la dualità concreta nell’unità del pensiero.

In un modo o nell’altro si può scegliere come risvegliarsi, o attraverso quello che già esiste o mediante le prove che ognuno di noi è tenuto a superare e ad osservare durante le proprie giornate.

Quali insegnamenti considerare e quale strada è da prendere?

In casa ho due sveglie…quella digitale sta sul comodino della stanza da letto, mentre quella analogica è appesa in soggiorno.

10. Gennaio 2007

“Senza Titolo”

Ogni cosa per essere viva ha bisogno di una determinata spinta interiore.

In realtà ogni cosa pur ferma è in movimento, nelle cellule, nelle realtà differenti e nelle dimensioni più pesanti e più sottili.

Quando si è fermi, si è in movimento…a volte, più velocemente di quanto possa sembrare un’azione interessata.

Il potere della creazione si manifesta quindi in due strade parallele: nell’azione attiva e nell’azione passiva.

L’azione attiva determina cambiamenti immediati, ma poco durevoli cioè superficiali.

L’azione passiva determina cambiamenti definitivi, e prolungati nel tempo nell’intensità della struttura del pensiero creativo.

Agire ponendo delle condizioni significa in un certo modo porre dei limiti al potere creativo.

Nel momento in cui l’uomo pone delle condizioni e condiziona di conseguenza il proprio essere per sopravvivere all’esterno, la coscienza duale manifesta il susseguirsi della dualità.

3. Gennaio 2007

Il battito Immortale:

La nascita nel nuovo mondo è principalmente un concetto, un insieme d’idee, di convinzioni che poi unite ad una coerente trascendenza si manifestano nella propria creazione.

In realtà quando la fatidica frase ci appartiene “Maestri si nasce e non si diventa” è perché in un certo modo comprendiamo che gli sforzi del passato per essere ciò che siamo nel qui ed ora appartengono non allo sforzo in sé della crescita, ma invece alla coscienza che già compiuta nel collettivo ci avvolge appartenendoci al tutto manifesto, senza sforzo e senza minima ideologia dell’essere divenuto…

Si apre gli occhi e si è, si è manifesti nella maestria dell’essere.

Diveniamo quindi perché probabilmente i pianeti, e i sotto-pianeti, che circondano la nostra nascita sono perfettamente concordanti con la svolta di coscienza.

I pianeti che circondano la terra e vagano in questo sistema solare fanno dipendere le nostre scelte e le nostre decisioni, comunque e sempre…in senso sfavorevole ci limitano per farci crescere, in senso positivo ci liberano armonicamente per comprendere chi siamo.

Per farla in breve se un pianeta orbita per influenzare la vostra anima, potrà dare un senso positivo al tutto o in contrario dare un senso pesante e negativo al tutto.

Ogni anno l’universo influenza le nostre scelte e i nostri processi di crescita e d’evoluzione, come un cuore che si espande e che si restringe ad ogni suo battito (ritmo universale).

Il ritmo è vita.

Dicembre 2006

Inviato da dharmalibero | 2 Dicembre, 2006

 

29. Dicembre 2006

Otto perfetto ed infinito:

L’anima ha bisogno ogni qualvolta lo desidera di comprendere dove sta andando, di rendersi conto dei passi fatti. Chiedersi dove si sta andando è una prerogativa di colui che attraverso i mezzi intelligenti dell’anima (intelletto, calma e fede) rielabora il percorso della individuale trascendenza.

Ciò nonostante quello che viene proposto all’esterno per la propria crescita, in termini di forza e di nutrimento personale dipenderà dal piano di coscienza e dalla coerenza del soggetto in trascendenza.

I piani di coscienza incidono sempre nell’individuo e indirettamente col mondo circostante nel senso quantitativo di esperienze, dialoghi, emozioni, ragionamenti, alimenti, testi, amicizie, luoghi…Insomma una selezione naturale che avviene per far sì che la vostra vera anima possa appartenervi completamente.

In termini di “sconosciuto” quello che è sublime ed occulto vi può trattenere nel riconoscere la vostra vera appartenenza particolare ed universale, che in poche parole richiede di una giusta dose di negligenza per poterla comprendere. Spesso questa appartenenza avviene per gioco, per coincidenza, per caso…anche se il caso non esiste.

Tutto avviene quando l’anima sceglie dove mandarci, perché lassù al di là della nostra mentale ragione incidono quelle forze che ci indirizzano inconsciamente e materializzano per noi quello di cui abbiamo comunque e sempre bisogno, prove per essere superate e altre per essere negate.

7 sono i giorni della settimana, 7 sono le prove da superare, 7 sono i linguaggi del corpo…se si compie in modo universale e coerente la vita nei sette giorni della settimana, comprenderemo l’infinito dei giorni, trascendendo lo spazio ed il tempo; se siamo in grado di nutrirci della Luce e di non compiere i così detti “peccati capitali” raggiungiamo l’Ottava nota della manifestazione; se comprendiamo il linguaggio del corpo nei 7 Chakra, si può raggiungere la voce Universale (Linguaggio dell’amore trascendente).

26. Dicembre 2006

Gravidanza e gravità:

Il pregiudizio limita la coscienza, escludendo tutti quei fattori che possono inaspettati trasformare quello che inevitabilmente può produrre gioia, appagamento, naturale possibilità di ampie vedute. Nel credere in ciò che si vuole si può completamente dimenticare il principio di idoneità della coscienza, in cui chi determina il proprio passo si ferma nella creazione fuggente e svariata di concetti futili al compimento dell’essere superiore.

Quando la persona nega ciò che non può essere negato, funge a se stesso, di riflesso fugge alla propria vita perseverando e automaticamente riportandosi ad una coscienza non più sferica, ma lineare, che porta ad una sola via.

Andare verso una destinazione, alterando e impregnando il proprio essere di densità fugace e di poco valore per realizzarsi, manifesta la banalità nell’azione, poco coerente e chiara, priva di chiari obbiettivi.

Concepire e mantenersi costanti nella visione della nascita dal ventre materno, oltre a nascere il nuovo, nella nuova energia, permette alla coscienza solare di compiere l’inevitabile creazione della sfericità compiuta.

Riportare la propria coscienza al ventre materno, significa ricordare quel principio che alla nascita ebbe creato il nuovo.

Di conseguenza comprendiamo che in tutti questi anni abbiamo albergato in uno stadio lineare di coscienza non neutro nel grembo della gravità terrestre e polare. Ciò significa essere nell’ego duale.

Siamo nati, e la vita continuerà a nascere…tramite gravidanza (in un certo senso crescita nel nuovo in assenza di gravità).

25. Dicembre 2006

Grembo Materno:

Mediante la coscienza sferica si concretizza l’oltre assoluto, nello stadio neutro di permanenza, senza limiti di spazio e di tempo nella veridicità del concetto. Oltre all’essere manifestato nella coscienza polare possono compiersi principi evasi dal tutto, la creazione sferica.

Il concetto sferico appartiene all’evento solare, all’evento della creazione concepita dall’essere solare cosciente privo di pensieri lineari e limitanti.

Concedere una visione occulta della staticità dell’essere permanente, evolve il singolo dalle sembianze occulte dell’erroneità di vita.

La vita che ci appartiene è una manifestazione solare, centrata sull’aspetto duplice della concordanza armonica tra terra e cielo, tra sole interno permanente e sole esterno costante a noi che è unito a noi mediante un sottile collegamento.

Nell’azione, nel pensiero, nella forma sferica di origine provengono informazioni, di sincronismo vivente…strumenti questi per la realizzazione, da cogliere per essere quindi ciò che al meglio si può essere per divenire.

Divenire quindi implica la realizzazione dell’essere solare, nel tutto cosmico poiché il nulla assoluto che lo alberga, necessita della complicità dei mezzi intelligenti a disposizione del tutto realizzato, manifesto e cosciente.

Nel nulla può avvenire il tutto, nell’ignoranza può provenire la saggezza, nel ventre materno alberga la vita. La vita realizza la coscienza materna per la sfericità solare della manifestazione permanente e non contrastante, di quella creazione interna focalizzata nella polarità neutrale.

20. Dicembre 2006

Mezzo e strumento Universale:

L’alterazione della vibrazione personale può variare dall’energia proveniente dall’alto, ovvero dal Chakra della corona, ma nello stesso tempo può verificarsi dall’energia proveniente dalla terra, che dal basso si ricollega a noi, stimolando così il nostro primo Chakra posto nella zona del perineo (Kundalini).

Diverse tecniche di trasformazione dell’anima concedono tale apertura verso la vita, e verso l’apertura dei nostri vortici ruotanti, ma nel contesto coerente d’applicazione forse meglio considerare un fattore molto importante: la kundalini è facilmente alterabile e quindi altamente influenzabile.

L’energia vitale parte da terra per ramificarsi in alto come un serpente che s’intreccia su di un albero…

La kundalini è la nostra energia vitale, essa aumenta con l’aumento della saggezza e della consapevolezza, stimolarla innaturalmente significa alterarla in negativo. Poichè l’energia della terra non è più autentica a causa dell’energia sessuale collettiva è consigliato collegarsi all’energia pura che proviene dall’alto.

Libera scelta…libero arbitrio.

16. Dicembre 2006

Servire le sotto-coscienze:

Nella manifestazione del piano di coscienza incidono forze ben precise, polarità contrastanti ma armoniche nella forma e nella struttura della creazione intelligente. Nonostante questo movimento, esistono altrettante forze che possono creare disturbo e allontanare la coscienza creatrice dal giusto verso di creazione.

I tempi determinano i modi e i versi per la realizzazione, essendo questi realizzati da mezzi non sempre conformi alla necessità e alla richiesta di più coscienze unite, ma sovente dall’esigenza delle sotto-coscienze duali.

Queste richiedono la presenza in ulteriori piani paralleli di coscienza, per svolgere una precisa purificazione, anche nella realtà terrestre.

La struttura magnetica della terra agisce per esempio sull’uomo con un sopra ed un sotto, ovvero con dei centri polari ed equilibratori dell’azione vivente. L’uomo agisce secondo i propri centri “calamitanti”, in relazione alle proprie necessità di realizzazione, fino a giungere alla realizzazione in ampia veduta sulla polarità “calamitante” della terra stessa.

Tra l’alto ed il basso abbiamo un’ulteriore centro polare solare che costituisce la relazione tra individuo e altrettanti individui. Noi che siamo umani, riceviamo calore dal sole con tutte quelle frequenze che caratterizzano il sole appunto, ma non solo anche le frequenze che la terra emette giorno per giorno.

Cosa significa questo? Viviamo sulla base delle influenze esterne ed interne costantemente.

Ognuno di noi è influenzabile, siamo in ogni istante giostrati dalla coscienza polare e solare delle molteplici manifestazioni. Se siamo scarichi nella manifestazione delle nostre onde proiettate (centro solare personale che funge da bilancia), riceviamo le onde dell’esterno, dalla grande manifestazione esterna, a volte positive e altre invece negative (sotto-coscienze).

Si riceve e si dà, si riceve influenza e si da influenza, giostrando continuamente i ritmi ed i tempi della piccola e grande manifestazione del piano Divino.

Se non siamo in grado di influenzare positivamente il piano, riceviamo l’influenza negativa, subendo quello che inevitabilmente scaturisca dalla mancanza di “ricezione consapevole delle onde polari”.

Come detto precedentemente i tempi mutano, le coscienze e così anche le influenze.

Sulla base del concetto di ricezione di onde magnetiche, il sole centrale all’interno della terra diminuisce costantemente la sua intensità di emanazione e per l’equilibrio degli opposti il sole emana quello che inevitabilmente è richiesto per un “giusto” equilibrio.

Le persone perciò dovranno sia per necessità sia per diritto, trovare il proprio autonomo centro solare per non scaricare ulteriormente la madre terra.

7. Dicembre 2006

Proiezione interiore:

La proiezione meditativa dell’essere possiede la capacità di spostarci nel tempo animico.

La creazione della meditazione riflette l’aspetto cosciente del salto di coscienza, mediante la staticità dell’essere neutro, e oltre l’aspetto neutrale della meditazione stessa, la concretezza della visione proiettata.

La costanza della meditazione è in un certo senso un “volo” di coscienza, fisica e astratta.

I pensieri di colui che medita sono trasformati dalla frenesia circolare esteriore, e modellati interiormente dal confronto neutrale o forzato della pratica giornaliera.

La costanza fa volare l’anima in avanti, riportandovi nel presente parallelo neutrale e modellato secondo la coscienza creatrice.

Meditare è importante per oltrepassare la soglia della staticità duale. Attraverso lo sforzo continuo e cosciente l’essere che evolve rende effettivo il cambio dimensionale. Il cambio di dimensione proiettato avviene costruendo su quello che già esiste, costruendo una propria “città” meditativa all’interno del proprio cuore.

“Per chi non ha il controllo della mente, la realizzazione spirituale sarà un’impresa difficile. Ma per colui che domina la mente e si è sforzato nel modo giusto, il successo è sicuro. Questa è la mia opinione”. Bhagavad-Gita

4. Dicembre 2006

Tradizioni e Dimensioni:

Il servire è un processo dell’emanazione della luce, è un passaggio che ognuno di noi compie per riportare l’equilibrio nel piano di coscienza terreno, per la vita che si compie e di conseguenza per le persone che ci vengono incontro. Negare l’esistenza del servizio, significa per la crescita personale involuzione, illudersi e stagnare nel non flusso di coscienza.

Essere in servizio significa essere non identificati, significa prendere da esempio il proprio sentire.

La luce è un insieme di sfumature messe insieme, nel momento in cui si negano tutti gli alti colori, non può nascere una vera emanazione di consapevolezza, ma una consapevolezza legata alla tradizione e all’appartenenza di nascita o di vecchie incarnazioni, in questo caso legata al costume.

Fu così che dopo la tradizione, avvenne la multi dimensione.

1. Dicembre 2006

Creare per vivere:

La materia possiede un peso specifico nella struttura cristallina di appartenenza, ad ogni stadio evolutivo la materia possiede una densità ed una grandezza specifica nella forma e nella dimensione della medesima espressione di creazione.

In questo modo possiamo comprendere come ad ogni nostra crescita possiamo avere un corpo più o meno denso (pesante-frequenza bassa e leggero-frequenza alta). Ovviamente considerando lo stadio evolutivo in cui ci poniamo.

Nella dimensione della creazione ogni cosa è soggetta al cambiamento in positivo o in negativo nella forma e nella struttura.

Cogliere un cambiamento incide nella trasformazione della materia come principio di base…un cambiamento di dimensione consapevole trasforma la materia secondo il principio intelligente e sottile, coordinata dall’intelligenza universale filtrata quest’ultima da noi stessi, proprio perché possiamo essere protagonisti della co-creazione del piano Divino, tanti piccoli principi in co-creazione.

La pesantezza dell’anima abbassa il grado di creazione intelligente, poiché la pesantezza influenza l’essere non cosciente. Di conseguenza avviene una mancanza di reazione agli impulsi creativi.

Co-creare significa in un certo modo essere sottili.

Questa parola proviene dal termine “Creatore”, il cosiddetto creatore è sottile, invisibile ai nostri occhi ma tangibile fisicamente nella manifestazione.

Essere intelligenti, creativi e sottili rende possibile la realizzazione del piano di coscienza ad immagine e somiglianza del “Creatore”.

Quindi il nostro corpo fisico è un recipiente, nato per inglobare una grande Co-scienza creatrice.